Bianchetta di San Cipriano

Classificazione:
Vino bianco secco, adatto ad accompagnare primi e secondi di sapore delicato come minestrone alla genovese, polpettone di fagiolini, torta pasqualina, mesciüa, riso alle erbette, minestra con bianchetti o rossetti, sogliola alla mugnaia, frittata di bianchetti.
Questo vino per la sua vivacità, morbidezza e leggerezza, esalta i profumi agresti degli ortaggi e gli aromi delle erbe che danno origine a minestre di esaltante ed esclusivo sapore.

Disponibilità:
Discreta. Infatti anche se le uve da cui viene prodotto partecipano in parte all'uvaggio dei vini Coronata e Val Polcevera, non è difficile trovare del Bianchetta prodotto con le uve del vitigno omonimo in varie località della Val Polcevera e in alcune località della Val Petronio dove è chiamato Verici.

Caratteristiche organolettiche:
Colore giallo paglierino sacarico; profumo fine, delicato ma discretamente persistente, con sentori di mela renetta e lieve di muschio e di resine conifere; sapore secco, sapido, leggero ma nervoso e continuo.
Alcolicità: 10 - 12 %; acidità totale: 5 - 7 per mille.

Uso e conservazione:
Deve essere servito ad una temperatura di 10 gradi in bicchieri a calice di media grandezza con stelo alto.
Dà il meglio di sé nel primo anno di vita. Va conservato in posizione coricata negli scomparti più bassi della cantina ad una temperatura costante fra i 10 e i 14 gradi.

Produzione:
È prodotto con le uve del vitigno omonimo, quasi esclusivamente nel genovesato con "isole" al limite della provincia (tale vitigno è raccomandato dalla C.E.E.).
È possibile reperirlo da piccoli viticoltori della Val Polcevera, in particolare nei comuni di Ceranesi, Sant'Olcese e Serra Riccò.

Cenni storici:
Certamente il vitigno Bianchetta Genovese è aborigeno, anzi, pare esclusivo del genovesato, o meglio delle colline soprastanti la città la città, una volta ricche di orti e vigneti.
Infatti molti autori sostengono che il Bianchetta (in dialetto "Gianchetta") sia originario della Val Polcevera (la cita anche il Maineri alla fine del 1700).
Tale ipotesi è confermata dal Gallesio (1839), il quale affermò che l'uva Bianchetta è la base del vino di Coronata e la sua coltivazione inizia appunto in Val Polcevera.